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Bova (RC) - Wikipedia

Bova (RC)

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Wikipedia:WikiProject/Progetto geografia/Antropica/Comuni Bova
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Stato: Italia
Regione: Calabria
Provincia: Reggio Calabria
Coordinate:
Latitudine: 38° 0′ 0′′ N
Longitudine: 15° 56′ 0′′ E
Mappa
Altitudine: 820 m s.l.m.
Superficie: 46 km²
Abitanti:
474
Densità: 10 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Africo, Bova Marina, Condofuri, Palizzi, Roghudi, Staiti
CAP: 89033
Pref. tel: 0965
Codice ISTAT: 080011
Codice catasto: B097 
Nome abitanti: bovesi 
Santo patrono: San Leo 
Giorno festivo: 5 maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale

Bova (Jalo tu Vùa in greco di Calabria) è un comune di 474 abitanti della provincia di Reggio Calabria, considerato capitale culturale della Bovesìa, quindi della cultura greca di Calabria.

Indice

[modifica] Geografia

Il paese di Bova è arroccato sulle pendici di un colle che si innalza per 820m s.l.m. ed occupa una superficie territoriale comunale di 46,74 Km². L'accesso alla montagna Aspromonte infatti è assicurato passando per Bova che si raggiunge percorrendo 14 Km dal bivio con la SS 106, o per Roghudi Vecchio e Roccaforte del Greco (Area Ellenofona della Calabria) e via Melito Porto Salvo, a 10 Km risalendo per circa 50 Km verso Gambarie d'Aspromonte sulla SS 183.

[modifica] Storia

[modifica] Antichità

Bova ha origini molto antiche come testimoniano rinvenimenti di armi silicie dell'epoca neolitica, ritrovate numerose nel territorio. Anche dentro l'abitato, nel perimetro del castello, furono rinvenute schegge di ossidiana, attestanti il commercio primitivo che gli abitanti delle isole Eolie intrattenevano con i popoli vicini a partire dal IV millennio a.C.. Pertanto le rocche del castello ospitarono sicuramente un insediamento umano di età preistorica. E ancora i numerosi frammenti vascolari, con disegni a meandro, ad impasto lucido nero, di fattura certamente greca, del primo periodo di colonizzazione, comprovano l'antica esistenza di abitazioni nella zona del castello e documentano i vari insediamenti umani nel corso dei secoli.

Tra le popolazioni preistoriche che abitavano le rocche e le caverne di Bova vi furono gli Ausoni, dediti soprattutto alla pastorizia, che furono poi assoggettati dai coloni greci.

[modifica] Epoca classica

Nei secoli VIII - VI a.C., nell'ambito del vasto movimento migratorio dalla Grecia verso occidente, sorsero lungo la fascia costiera ionica della Calabria numerose colonie greche, l'abitato di Delia o Deri fu posto allora in contrada San Pasquale, presso la foce di quel torrente.

Secondo la leggenda Bova fu fondata da una regina greca che, sbarcata lungo la costa, sarebbe risalita verso l'interno e fissato la sua residenza sulla cima del colle di Bova, presumibilmente entro le rocche dell'antico castello.

In età greca Bova subì le sorti della politica nelle vicende storiche di conquiste e di guerre tra Reggio, Locri e Siracusa, e fu infine sottoposta alla tirannide di quest'ultima.

Con la vittoria di Roma sui Cartaginesi le terre dei locresi furono sottomesse dai romani, Bova comunque poté godere della cittadinanza romana, ma la tranquillità durò poco; infatti essendo il paese troppo esposto verso il mare vicino Capo Spartivento, subì le frequenti incursioni barbariche.

Nel 440 infatti i Vandali sbarcarono sulle coste lucane e bruzie devastando e saccheggiando le città marittime; dopo aver occupato la Sicilia organizzarono scorrerie in Calabria e gli abitanti del litorale per sfuggire alle devastazioni si rifugiarono sui monti, in luoghi più sicuri ed inespugnabili. Fu questo quindi il motivo che spinse gli abitanti di Delia a fondare la città di Bova.

[modifica] Medioevo

Dal IX secolo Bova fu continuamente assediata dai Saraceni, i pirati provenienti dalla Sicilia erano giunti intorno all'anno 829 dall'Africa e dalla Spagna, approdavano a Capo Spartivento e spesso, per avversità atmosferiche, erano costretti a fermarsi; non trovando alcuna residenza saccheggiavano e devastavano il territorio di Bova.

Uno dei più disastrosi assalti saraceni fu quello 953, anno in cui Bova subì per ordine diretto dell'Emiro di Sicilia "Hassan Ibu-Alì" l'attacco di sorpresa e la strage di molti abitanti, mentre i più furono mandati schiavi in Africa.

E ancora nel 1075 gli Arabi sbarcando alla marina di Bruzzano occuparono parte della Calabria ed anche Bova fu sottoposta a stretto assedio.

In città si accedeva attraverso due porte turrite, porta "Ajo Marini" e l'altra ubicata nei pressi della cattedrale. L'acropoli della città di Bova era costituita dall'antica cattedrale, il Palazzo Vescovile e le case delle famiglie più ricche e nobili, fuori le mura esistevano i due borghi: Borgo di Rao e Borgo Sant'Antonio con tre torri difensive poste una di seguito all'altra, di una sola delle quali, oggi restano i ruderi.

Con la dominazione normanna Bova entrò nel periodo feudale. All'età laico-normanna seguì il feudalesimo ecclesiastico-svevo e Bova fu infeudata all'Arcivescovo di Reggio che la tenne con il titolo di Conte fino al 1806, anno dell'eversione della feudalità.

[modifica] Età moderna

Bova fu antichissima sede vescovile, il primo vescovo sarebbe stato ordinato nel I secolo da Santo Stefano di Nicea Vescovo di Reggio, e seguì il rito greco introdotto in Calabria dai monaci basiliani fino al 1572, anno in cui l'Arcivescovo Cipriota Stauriano impose il rito latino.

Nel 1577 una tremenda pestilenza colpì il paese, approdato alla marina un naviglio carico di merci, una donna acquistò dei drappi preziosi che espose alla finestra per la festa del Corpus Domini, erano tessuti infetti da peste. A causa del caldo il male si diffuse e colpì molti cittadini, la notizia dell'epidemia si sparse subito nei paesi vicini e Bova fu isolata, il commercio di ogni genere fermo; tale isolamento originò anche una forte carestia e la morte di moltissimi abitanti.

Nel corso del XVI secolo si ebbe un risveglio dell'attività predatrice dei turchi contro l'Italia meridionale e ne derivò la necessità di apprestarsi alla difesa; fu infatti realizzata una linea di torri di guardia lungo tutto il litorale calabrese; nel territorio costiero di Bova esisteva già a quel tempo la Torre di "San Giovanni d'Avalos" posta sul Capo Crisafi, furono quindi costruite "Torre Vivo", completamente smantellata nel 1700, e "Torre Varata".

Si ha notizia di molte incursioni turchesche nel territorio di Bova, nel 1572 alla marina di Bova si erano rifugiate due tartane cristiane per sfuggire all'inseguimento di un naviglio turco, l'equipaggio chiese aiuto ai bovesi, e il governatore della città alla guida di un numeroso stuolo di cittadini scese alla marina. La battaglia durò molte ore e i turchi rimasero uccisi sulla spiaggia, il piccolo esercito bovese riuscì a mettere in fuga le navi turche.

Il terremoto del 1783 provocò a Bova notevoli danni valutati per cinquantamila ducati. Quando nel 1799 i francesi istaurarono a Napoli la Repubblica Partenopea, non tutto lo stato napoletano ne fece parte, l'estrema provincia di Reggio, Bova compresa, rimase sotto il governo dei Borboni.

Il Cardinale Ruffo nel febbraio del 1799 sbarcò in Calabria alla riconquista del regno, e fu agevole in tale zona l'organizzazione delle bande che accorrevano ai suoi ordini. Uno dei primi paesi che rispose all'appello fu Bova, dove si costituì una grossa banda di Sanfedisti che mosse verso Reggio incorporandosi alle truppe del cardinale.

Oltre alle catastrofi naturali, Bova subì nel 1943 durante l'ultimo conflitto mondiale un grave bombardamento da parte degli angloamericani, che danneggiò notevolmente le strutture insediative; nella strage morirono ventisei cittadini bovesi.


[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

Bova è considerata la capitale della cultura grecanica in Calabria.

[modifica] Feste, manifestazioni e musica

Le manifestazioni e le feste che hanno luogo periodicamente a Bova creano momenti di svago e di allegra compagnia.

A Bova le manifestazioni riguardano principalmente le feste Patronali che hanno luogo per San Leo, Patrono della città e co-patrono della Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, il giorno 5 maggio. Invece nei giorni 15-16-17 agosto, si svolgono i festeggiamenti in onore della Beata Vergine Maria Assunta, San Leo e San Rocco. I festeggiamenti patronali, così come quelli in onore della Beata Vergine Assunta, attraggono molti fedeli ed in particolare tanti emigrati che per l'occasione rientrano l'estate in Bova.

La Banda Musicale a Bova ha origini antichissime, lo prova il centenario festeggiato nel 1998. Il Complesso bandistico denominato "Città di Bova" fu istituita con delibera del del C.C. n° 31, adottata il giorno 8 settembre 1898. La banda è costituita da 40 elementi tutti di Bova, il Maestro è il sig. Stelitano Antonino. Essa è una delle poche Bande Musicali Comunali.

Nell' agosto 2005 si è svolta la VIII edizione del Festival Paleariza, dal titolo "Musica tu Cosmu stin Calavrìa Greca" (musica nell'universo della Calabria greca).

[modifica] Strumenti musicali

Gli strumenti musicali del paese di Bova e dell'area grecanica presentano forti caratteri di arcaicità e risultano in via di estinzione. Tali strumenti hanno valore non solo in quanto oggetti materiali, ma per il sostrato musicale a cui rimandano. Si tratta di strumenti musicali popolari legati ad un ambiente agro-pastorale, costruiti, diffusi e suonati dallo stesso musicista e sono funzionali ad occasioni sociali, durante le feste religiose e liturgiche. I musicisti popolari, pastori e contadini, pur non traendo sostentamento da attività musicali, rappresentano il sapere musicale appreso oralmente all'interno della comunità. I suonatori appartengono alle generazioni anziane, ma ci sono degli strumenti che sono suonati anche dai giovani come l'organetto e il tamburello. Il tamburello ha origini molto antiche, la superficie si ricava dalla pelle di capra, perfettamente tirata inserita in una cornice circolare, con una serie di piastrine metalliche ritagliate da fondi di latta. Il tamburello si utilizza nella tarantella in quanto svolge una funzione ritmica molto importante e prevede l'accompagnamento della zampogna. Anche la zampogna ha antiche origini: è probabile una sua discendenza dagli "auloi" greci, si conoscono due tipi diversi di zampogna: una con canne di melodia di diversa lunghezza ed un'altra con canne di uguale lunghezza collegate ad un otre di pelle. La sua funzione è quella di scandire i momenti salienti dell'anno agricolo, secondo l'arcaico calendario stagionale. Essa viene generalmente protetta dal malocchio con vari amuleti, quali nastri, fiocchi rossi e cornetti aventi un significato apotropaico. Il suo repertorio è costituito da tarantelle, pastorali ed accompagnamento al canto. Un altro strumento musicale utilizzato dai grecanici di Bova è l'organetto, un'armonica a bottoni, a suoni alternati. Il repertorio dell'organetto concorda in gran parte con quello della zampogna, ma esso serve anche per l'accompagnamento di canzoni ritmicamente più rigide ma melodicamente più libere. A Bova ogni anno si tiene il festival dell'arte musicale greca che costituisce il maggiore stimolo artistico per tutti i greci di Calabria.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giovanni Andrea Casile Leo dal 13 maggio 2001
Centralino del comune: 0965.762013
Email del comune: info@comunedibova.it

Stemma Civico:

Secondo la leggenda una regina Armena avrebbe guidato le sue genti sul monte Vùa. Dal nome latinizzato, Bova detto così perché luogo adatto al ricovero dei buoi, derivò lo stemma rappresentante il bue, cui in epoca cristiana, fu aggiunta la figura della Madonna col Bambino in braccio.

[modifica] Curiosità

  • Quasi tutte le contrade sono caratterizzate da nomi di derivazione greca: Luppari - Cavalli - Brigha - Bucissà - Caloghiero - Milì - San Giovanni - Campo, Polemo - Aio - Leo ecc.
  • Gli abitanti di Bova appartengono alla Comunità Greca di Calabria che complessivamente conta circa 13.000 abitanti, dislocate nei comuni dell'Area Grecanica.

[modifica] Voci correlate